CONNESSIONE

Ha poco tempo. Arriveranno prima che se lo aspetti, e il prezzo da pagare sarà atroce: ma questo non deve interferire con il lavoro che deve fare.
Paul Auster ,Trilogia di New York –Fantasmi- p.198




tappero
welcome photo by Luca Gargano

Tutto è collegato
L'obiettivo dei russi, che erano alleati della Persia, era quello di guadagnare al loro impero nuovi territori verso est e verso sud, con la conseguente apertura di nuovi mercati ed eventualmente anche di uno sbocco diretto sull'Oceano Indiano: in particolare nel mirino dello zar era, o pareva essere, l'India britannica Peter Hopkirk, Il Grande Gioco. I servizi segreti in Asia centrale, p. 24

Un racconto di fantapolitica, ma mica tanto…
Tutto parte da un banale spot televisivo. Una richiesta di due euro per la fame nel mondo. Chi me li chiede è una donna bellissima ma chi li deve ricevere è un bambino che sta morendo.Ora se si contribuisce alle cause nobili, è un bene ma, se si fanno delle ricerche per sapere dove effettivamente andranno a finire quei due euro e perché un essere umano sta in questo momento morendo di fame, è notte. Mi direte ma cosa c’entra la crisi finanziaria che impazza nel pianeta con questo spot?Tutto è collegato, dalla banale richiesta di denaro per una causa nobile, all’aumento del prezzo del grano,al crollo della borsa a New York . Voi non avete idea dei conflitti d’interesse che si nascondono dietro un banale spot televisivo, senza considerare il potere dell’informazione globale, se si ha il tempo di risalire,cominciando dalla semplice firma di un articolo arrivando all'editore ecc. si scoprono cose allucinanti. Già , l’informazione la culla della libertà, non è  solo un problema locale. Le potenze mondiali hanno messo eserciti di ragazzini davanti al computer che, costantemente intorno alla vera notizia, creano  una miriade di false piste per dire tutto e il contrario di tutto.nel paradosso di farti credere che più notizie equivalgono a più verità.Risultato una notizia vera mille false Insomma la nebbia organizzata materiale per C.I.A. e controspionaggio, ma questa è un'altra storia. Ora seguitemi, dovete prima capire che il mio modo di scrivere è un pò ingarbugliato,e me ne scuso  ,tutto quello che scrivo potrebbe essere vero o falso. Diciamo che sono mie notizie, in base alle mie ricerche, sono un po’ contorto ma vedrete che, alla fine  la mia sintesi è tutt'altro che banale. Ultimamente paesi in preda alla malnutrizione, come il Sudan e la stessa Etiopia, sono diventati grandi esportatori di derrate alimentari di cui hanno perso il controllo. Ragazzi sono paesi che hanno la fame in casa com'è possibile. La Cina, l’India e gli Emirati Arabi hanno comprato e continuano a farlo  terra in Africa. Esportano mezzi e contadini non per nutrire il continente ma per spedire il grano a casa loro. Le nuove potenze coloniali vogliono assicurarsi l’approvvigionamento diretto di cibo, strozzando il mercato interno. Ho fatto un giro con Google heart e si vedono macchie immense di colture cinesi in Africa grosse come la Lombardia,pazzesco. Ma perché ?È sempre stato così,sono cambiate le merci ,non più strane cose tipo cobalto ma grano,riso,ecc.
 Il compratore si presenta per acquistare un largo appezzamento di terra apparentemente senza nessun valore, il venditore crede di fare un buon affare, ma poi…fregato. Dalla Cina sbarcano prima i militari e transennano la zona,poi fanno arrivare le migliori tecnologie per cercare l'acqua.Che bravi,non avevano detto che c’era la siccità?Zitto… la trovano, buona e abbondante .Entrano quindi in azione enormi macchinari per il movimento terra,poi un esercito di agronomi, infine il battaglione di contadini. Ferma un attimo, forniscono il fondo di tutte le comodità e per finire una bella pista di atterraggio a quattro corsie per i cargo e voilà, ragass dateci sotto pronti caricare la merce. Teoricamente se solo ti azzardi a toccarli e come dichiarare guerra alla Cina,Provare per credere tutto ciò non lo fa un privato ma uno stato nel (silenzio) assordante del mondo, poi, ironia la tv ti mostra uno spot, dove ti chiede dei soldi per la fame nel mondo .Ecco ricollegato il primo punto. Domanda: ma come, muoiono di fame e li vicino vi sono aziende alimentari che esportano il grano?Esatto. Semplice la Cina e l’India stanno colonizzando l’Africa .Qui si entra in un terreno minato. Alla Cina non stanno certo a cuore le sorti delle popolazioni africane. Dunque l’intenzione di Pechino è di de localizzare la produzione di cibo, un piano obbligato già pronto, ma non solo. La Cina ha un grosso problema interno da risolvere: masse di popolazione rurale che sopravvivono a stento e che possono rappresentare un fattore destabilizzante per l’intero paese. Pensate masse di contadini dagli occhi a mandorla saranno trasferite in Africa, a scapito della manodopera locale.






. E l’india,la Corea gli Emirati Arabi non sono da meno. Secondo collegamento la crisi finanziaria dei debiti sovrani: mentre i nostri amici Americani giocano a vendere casette di legno a chi non ha soldi gli Orientali e per la verità anche grosse compagnie acquistano terra con pagamento in contanti o nel caso di Paesi danno in contropartita Armi.Armi?


.

Lord of war

Esatto.Non c’è partita Ora, immaginate di detenere il grosso del debito Americano, e di riscuoter all’anno
una grossa fetta d’interessi. Un buon contadino con i soldi ci compra la terra, of curse ed è naturale per i cinesi (contadino ,scarpe grosse ma cervello fino) acquistare terreni fuori dalla madrepatria, consente da una parte lo scarico della mano d’opera locale dall'altro di tener aperto un canale di approvvigionamento sicuro dalle speculazioni. Poi se ci si piazza anche vicino alle fonti petrolifere del pianeta e si alterano i prezzi di un mercato che oltre a destabilizzare il Continente Africano mi strozza l’Europa,voi capite bene che la posta in gioco è enorme.Ohi ragazzi quando la prossima volta vedete un immigrato che arriva per fame fate un pensierino. Vita mia morte tua, da qui le rivolte nel Maghreb salutate dai nostri politologi come voglia di democrazia, (ma per favore), in realtà di cibo si tratta. Guerra del Cibo per destabilizzare il mediteranno. il grande gioco dalle pallottole al grano , e chi pensava a Wall Street come sede dei poteri forti si è sbagliato di grosso. In Africa Fino ad ora sono state censite oltre 400 contratti di larga scala di terra agricola in 85 paesi. Solo il 39% degli interventi è destinato alla produzione di cibo, mentre il 36% alla produzione di bio carburanti. Per la Banca mondiale, è nell’Africa sub sahariana, dove si concentra la maggior parte (45%) della terra adatta alla coltivazione non ancora sfruttata.


Da qui la caccia alla terra del continente nero. Da aggiungere, inoltre, che sulla terra, nel 2050, vivranno nove miliardi di persone. Per sfamarle tutte, secondo la Fao, sarà necessario produrre almeno il 70% di cibo in più. Crescerà esponenzialmente per la classe media e, dunque, ci saranno milioni di cinesi e indiani che avranno maggiori disponibilità economiche e consumeranno di più. Ciò vuol dire aumentare gli allevamenti con conseguente necessità di cereali per l’alimentazione degli animali. E dove si va? In Africa. Dove, è vero, la terra non è in vendita, ma può essere “concessa” per novantanove anni. E le tariffe per la concessione variano da un dollaro all’anno per ettaro dell’Etiopia ai 13,80 dollari del Camerun. In Senegal o in Mali, nemmeno un dollaro. Insomma tutto è molto conveniente. Se la Cina corre, non sono da meno gli stati del Golfo Persico e l’Arabia Saudita, dove la popolazione raggiungerà i sessanta milioni di abitanti nel 2030 e le fonti d’acqua sono destinate a finire nel giro di trenta anni. Qui la produzione agricola non è più sostenibile e allora si va in Africa dove tutto è molto più conveniente. L’Arabia Saudita ha festeggiato del 2009 il suo primo raccolto di cereali e riso proprio in Etiopia. Ma vi rendete conto Tra i più voraci risulta essere la Corea del Sud, quarto produttore al mondo di mais, ha siglato accordi su circa 2,3 milioni di ettari. E la produzione di cibo, fa lo stesso percorso delle materie prime, emigra all’estero e serve a sfamare quella parte di mondo più fortunata, lasciando al proprio destino gli africani. Lo shopping senza regole e con contratti oscuri, non incide minimamente sullo sviluppo dei paesi africani, non solo per quanto riguarda la sicurezza alimentare ma anche dal punto di vista dell’occupazione.Ce da dire per l'onor del vero che mandare soldi in Africa non ha fatto che creare corruzione e morte,sono due vie che non risolvono il problema ma la prima e molto più pericolosa.




ahron
Oriente Photo by Ahron de Leewu


Benvenuti nel neocolonialismo e alla terza fase della globalizzazione. .. Accanto ai governi, ci sono gli investitori privati. Dopo la crisi finanziaria, molti hanno iniziato a guardare a beni d’investimento più tangibili: il settore in cima alla lista è la terra (cibo e biocarburanti). Non a caso, nell'agosto del 2009, a New York, si è svolta la prima conferenza del commercio mondiale di terre coltivabili...
Che cosa succede nelle terre africane quando arrivano gli investitori stranieri? Si passa dall'agricoltura tradizionale – basata sulla diversità, sulle varietà locali, sulle comunità – all'agroindustria: che significa monocolture destinate all'esportazione (riso, soia, olio di palma per biocarburanti OGM...) e ricorso massiccio alla chimica (fertilizzanti e pesticidi). Quando i terreni saranno completamente impoveriti, gli investitori stranieri potranno facilmente spostarsi da un'altra parte. Una formula vecchia, che riporta indietro di cinquant'anni, alla cosiddetta "rivoluzione verde", avviata negli anni Sessanta Insomma, non può fare altro che sottoscrivere le parole del sociologo Jean Ziegler: «Da una parte si organizza la fame in Africa, dall'altra si criminalizzano i rifugiati della fame».



alf
Etiopia Photo by A.N.Tàppero


Ora facendo lo stesso ragionamento per la povera Italia,da una parte si organizza la fame del lavoro e dall’altra si criminalizzano i lavoratori (dicendo sei già fortunato ad avere un lavoro)e i pensionati (sei fortunato ad avere una pensione solo dopo trentotto anni di lavoro in catena), vi ricordate tempo fa l’offerta della Cina (che già detiene il debito Americano) di rilevare il debito Italico,No signori. Attencion please non siamo, noi che abbiamo detto di no ma, la Francia, e perché?Semplice la Francia detiene il 30% del debito Italiano da mitigare in cambio di commesse per la costruzione di centrali nucleari,ma quei cattivoni di italici hanno detto no,a si.. E noi vi teniamo per le palle adesso vi scateno la speculazione, ma cosi tanto per farvi capire chi comanda . Poi sempre con una strategia meno defilata la stessa Francia si muove nello scenario Africano facendo molto più casino con i suoi rambo,senza considerare sua maestà la Regina e lo zio Sam (messo in ginocchio dalla sua stessa arma, il capitalismo usato dai comunisti) mentre i tedeschi che hanno ancora il sogno della grande Prussia si sentono stretti. A questo scenario da terza guerra mondiale aggiungete una moneta senza la mamma e il cerchio si chiude. Che cosa centra l’Italia direte voi e le nostre pensioni, il debito lo avevamo prima e lo abbiamo adesso?Mister,primo siete la piattaforma verso l’Africa. Secondo Armi,Eni, Finmeccanica e poi è un po' di tempo che la vostra politica estera è poco sveglia. Il vostro parlamento si fa i caz.. suoi senza considerare che avete il 65% dal territorio in mano alla criminalità organizzata siete in mezzo ad agro-bio-mafia insomma non si sa con chi trattare, a noi interessa un alleato con le idee chiare. Terzo i nostri giocolieri devono rientrare dal buco ,quindi... No!Okey. Facciamo così noi vi facciamo fallire,voi fate credere al popolo che va male,affamatelo ,poi arriviamo...finiamo il lavoro  e vi salviamo in cambio…insomma avete capito. Intanto mandate via un po’ di persone che prepariamo il terreno. Cavoli da una parte ci sono i cinesi che (coltivano la terra in Africa) e dall’altra la Germania che vende macchinari alla Cina attraverso la Russia a noi  serve una cosa sola, You under stand?. No. Oi ma siete di coccio? Ve lo detto! La Cina, la Germania e l’India non amano essere disturbati quando si fanno affari “the business is business “.Anche a noi interessa L’Africa.A noi che siamo Italici non resta che la regola d'oro del settore bancario: se devi un dollaro, hai un problema con la banca; se ne devi un milione, la banca ha un problema con te…ci dispiace che ci andrete di mezzo,e poi la storia ci insegna che le guerre si vincono tagliando le fonti di approvvigionamento al petrolio…sperema ben.
 Il filo diventa sempre più sottile mi fermo e faccio il numero per donare i miei due Euro prima che qualcuno bussi alla mia porta.



fight club

P.S. alcune informazioni sono prese nella rete cercando con caparbia di sapere chi c’è dietro la notizia e credetemi potrei riscrivere l’articolo dieci volte e sette volte sarebbe diverso, dipende molto dal tempo e dalle risorse che s’impiegano per avere un’informazione che si avvicini alla verità(spero). Bisognerebbe avere dei corrispondenti in loco qualcosa con il blog almeno per quel che riguarda L’Etiopia sono riuscito ad averlo, ringrazio Ande Mariam, Abby Mario Land grab , non è stato facile.Il primo video Lord_of_Warè per farvi capire il percorso che fa una merce in questo caso una pallottola,ma si potrebbe fare per tutto ciò che mangiamo,che portiamo adosso ecc.La mia teoria è che più è corto il tragitto più un popolo sta bene.immaginate un (selvaggio) guardate cosa ha adosso e seguite tutto ciò che consuma fino alla fonte poi concludete il ragionamento.Il secondo va oltre ed è un messaggio più filosofico,ho scelto una scena di un famoso film Fight Club , solo dopo aver perso tutto siamo disposti a fare qualsiasi cosa. A me basta aver sollecitato la vostra curiosità. A volte come soleva fare Socrate basta chiedersi perché? Non badate agli errori. Io scrivo di getto ,come viene viene, e solo quasi fantapolitica…mi riprometto in futuro di rivedere la bozza.Come mai,tutte le volte che potresti fare qualcosa di buono,arrivano le brave persone a buttare tutto per aria?
Ve lo dico io,come mai, signore e signori.Niente quattrini con la bontà

Miksocrate






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Questo blog non ha scopo di lucro,nato il 25/agosto/2011 in un punto,uno spazio ed un tempo della mia vita non prevista.

Dedicato alla memoria di mio fratello Riccardo Carbognin umile artista che ha curato la grafica ispirato la maggior parte dei racconti.

L'autore è un "filosofo" dei poveri,musicista degli umili,ex fotografo,tanti mestieri,uno dei tanti,operaio di sogni.Kigheghe è un locale immaginario alla fine del mondo frequentato da poeti,musicisti.umili eroi e sognatori folli.

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Il blog vanta la collaborazione di amici e artisti solitamente "fuori catalogo"un intero mondo che si rivolge a tutte le schegge africane e non sparse nel pianeta terra come una collana di perle spezzata.

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