foto in attesa di conf..
photo by Michele Fedele


Que lejos estoy del suelo donde he nacido!
inmensa nostalgia invade mi pensamiento;
y al ver me tan solo y triste qual hoja al viento,
quisiera llorar, quisiera morir de sentimiento.
Oh tierra del sol!, suspiro por verte
ahora que lejos yo vivo sin luz, sin amor;
y al verme tan solo y triste cual hoja al viento,
quisiera llorar, quisiera morir de sentimiento




Ambiente.Seychelles,caldo ,labbra salate costume pochi spiccioli,uno forse due rupie niente documenti. Nel porto le navi suonano,un marinaio tay ubriaco,le navi cavoli se sono grandi,luccica la luna ,non serve .Un attimo ,uno sguardo li.,li  li Luci al largo sei navi con il loro muggito spaventoso che riempie l’aria ,io sono solo un ragazzo ,ai piedi infradito, non so ancora di dover affrontare un futuro così pesante e sono felice ,sono nel ponte vado in fretta insieme a Riccardo, dai che dobbiamo festeggiare sbrigati, ci buttiamo? Ci buttiamo siamo già in acqua nel mare e tutto intorno scoppiano i fuochi d’artificio  una razza festosa fa capolino sotto la sabbia ,i ricci,i ricci ,Michele...ma chi se ne frega..Solo un piccolissimo istante di felicità postuma...La felicità è sempre postuma .Buon Anno Ragazzi...



                                                                                                                                Miksocrate









Non è più dunque agli uomini che mi rivolgo; ma a te, Dio di tutti gli esseri, di tutti i mondi, di tutti i tempi: 

se è lecito che delle deboli creature, perse nell'immensità e impercettibili al resto dell'universo, osino domandare qualche cosa a te, che tutto hai donato, 

a te, i cui decreti sono e immutabili e eterni, degnati di guardare con misericordia gli errori che derivano dalla nostra natura. 

Fa' sì che questi errori non generino la nostra sventura. 

Tu non ci hai donato un cuore per odiarci l'un l'altro, né delle mani per sgozzarci a vicenda;

fa' che noi ci aiutiamo vicendevolmente a sopportare il fardello di una vita penosa e passeggera.Fa' sì che le piccole differenze tra i vestiti che coprono i nostri deboli corpi, 

tra tutte le nostre lingue inadeguate, tra tutte le nostre usanze ridicole, 

tra tutte le nostre leggi imperfette, tra tutte le nostre opinioni insensate, 

tra tutte le nostre convinzioni così diseguali ai nostri occhi e così uguali davanti a te, 

insomma che tutte queste piccole sfumature che distinguono gli atomi chiamati "uomini" non siano altrettanti segnali di odio e di persecuzione. 

Fa' in modo che coloro che accendono ceri in pieno giorno per celebrarti sopportino coloro che si accontentano della luce del tuo sole; 

che coloro che coprono i loro abiti di una tela bianca per dire che bisogna amarti, non detestino coloro che dicono la stessa cosa sotto un mantello di lana nera; 

che sia uguale adorarti in un gergo nato da una lingua morta o in uno più nuovo. 
Fa' che coloro il cui abito è tinto in rosso o in violetto, che dominano su una piccola parte di un piccolo mucchio di fango di questo mondo, 
e che posseggono qualche frammento arrotondato di un certo metallo, gioiscano senza inorgoglirsi di ciò che essi chiamano "grandezza" e "ricchezza", 
e che gli altri li guardino senza invidia: perché tu sai che in queste cose vane non c'è nulla da invidiare, niente di cui inorgoglirsi. 
Possano tutti gli uomini ricordarsi che sono fratelli! 
Abbiano in orrore la tirannia esercitata sulle anime, 
come odiano il brigantaggio che strappa con la forza il frutto del lavoro e dell'attività pacifica! 
Se sono inevitabili i flagelli della guerra, non odiamoci, non laceriamoci gli uni con gli altri nei periodi di pace, 
ed impieghiamo il breve istante della nostra esistenza per benedire insieme in mille lingue diverse, 
dal Siam alla California, la tua bontà che ci ha donato questo istante.




Voltaire








mf

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Welcome


Welcome to my word,my soul,my refuge,in my silence,in my pain,my thought never revealed,hidden my dream,in my deepest needs...

Questo blog non ha scopo di lucro,nato il 25/agosto/2011 in un punto,uno spazio ed un tempo della mia vita non prevista.

Dedicato alla memoria di mio fratello Riccardo Carbognin umile artista che ha curato la grafica ispirato la maggior parte dei racconti.

L'autore è un "filosofo" dei poveri,musicista degli umili,ex fotografo,tanti mestieri,uno dei tanti,operaio di sogni.Kigheghe è un locale immaginario alla fine del mondo frequentato da poeti,musicisti.umili eroi e sognatori folli.

Kigheghe a Parma significa "chi c'è...c'è".

Il blog vanta la collaborazione di amici e artisti solitamente "fuori catalogo"un intero mondo che si rivolge a tutte le schegge africane e non sparse nel pianeta terra come una collana di perle spezzata.

L'Africa, la mia terra natia ormai è persa ma in questo blog rivive magicamente nei miei ricordi...

"Vivevo nel bush uscivo di casa ed avevo il mare tutto per me...ma non lo sapevo".

Michele Fedele. Alias miksocrate



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