“Spendiamo milioni e milioni per cercare acqua su Marte
e non facciamo niente per conservarla quì
e per cercarne di più per quelli che hanno sete.”
(José Luis Sampedro, “La senda del drago



brigitte
Photo by Brigitte  

I costi di Mario
Quanti sono gli arcangeli della pace che ci difendono
dai demoni della guerra? Cinque.
I cinque paesi che hanno diritto di veto nel
Consiglio di Sicurezza
della Nazioni Unite. E quei custodi della pace sono, inoltre,
i principali fabbricanti di armi. Siamo in buone mani.
E quanti sono i padroni della democrazia?
I popoli votano, ma i banchieri vietano. Una monarchia
da tripla corona unita regna sul mondo. Cinque paesi prendono
le decisioni al Fondo Monetario Internazionale.
Alla Banca Mondiale, comandano in sette.
Nell’ Organizzazione Mondiale del Commercio, tutti i paesi
hanno diritto di voto, ma non si vota
mai. Queste organizzazioni, che pilotano
il mondo, meritano la nostra gratitudine: loro affondano
i nostri paesi, ma poi ci vendono salvagente di piombo.

Eduardo Galeano
Trad.di M.F.

Il termine "Felicità Interna Lorda", si vuole coniato dal re del Buthan a metà anni '80, che si rifaceva ironicamente al concetto economico di PIL.


buthan_mini
Buthan
.

Il Dalai Lama lo ha  "adottato" come parametro di riferimento.
Il FIL predica di fatto uno sviluppo dell'economia che possa avere come fine quello di farci raggiungere la piena e consapevole felicità.
Il Bhutan. è un piccolo stato sperduto sulle montagne asiatiche
per i parametri occidentali basati sul PIL (Prodotto interno lordo),  risulta essere una delle nazioni più povere della terra;
in realtà qui nessuno muore di fame, non esistono mendicanti, né criminalità,la depressione è sconosciuta e
il 97 % della popolazione ha accesso gratis alla sanità e all’istruzione pubblica,.
In occidente si canta sempre di meno, ci avete fatto caso?
Se qualcuno lo fa per strada, di sicuro è un extracomunitario a caccia di un soldo per il pranzo o
un pazzo che insegue un sogno volato via, sempre più distante, perfino da se stesso.




2012-06-09_201954
photo by /sholgk/


Per sentir cantare, la gente
affolla gli stadi, o accende un apparecchio elettrico, paga un biglietto, una tassa o un tributo.
Siamo diventati persone molto sane, con i piedi ben saldi per terra.
Abbiamo smesso di danzare, in un certo momento della nostra storia,
di inseguire dei sogni per strada,
di cantare o piangere senza motivo (perché sì, perché si ha voglia di cantare e basta), di farci travolgere dalla bellezza,
dalla passione, dal dolore altrui e dalla sofferenza di casa nostra, che nascondiamo sotto tappeti
di perbenismo e di un’assordante indolenza emozionale.
Per i greci (quelli dell’età classica ), saremmo pressappoco dei menomati. Noi invece ci consoliamo con le cifre del PIL.
Sarà per questo che a nessuno viene più voglia di cantare.


2012-06-09_202539
photo by /sholgk/


Il Dalai Lama è un convinto sostenitore della FIL.
A questo proposito ha dichiarato:
«Come buddhista, sono convinto che il fine della nostra vita è quello di superare la sofferenza e di raggiungere la felicità.
Per felicità però non intendo solamente il piacere effimero che deriva esclusivamente dai piaceri materiali.
Penso ad una felicità duratura che si raggiunge da una completa trasformazione
della mente e che può essere ottenuta coltivando la compassione, la pazienza e la saggezza.
Allo stesso tempo, a livello nazionale e mondiale abbiamo bisogno di un sistema economico che ci aiuti a perseguire la vera felicità.
Il fine dello sviluppo economico dovrebbe essere quello di facilitare e di non ostacolare il raggiungimento della felicità».






"Chi crede che una crescita esponenziale possa continuare indefinitamente in un mondo finito è un folle, o un economista”
Lo sviluppo non si è mai sganciato dalla (errata) convinzione che il benessere
di un Paese passa dalla crescita del suo Prodotto Interno Lordo.
Sotto quest’aspetto si da scontato che un innalzamento di questo indicatore corrisponda ad un miglioramento delle condizioni di vita.
Questa ricerca di miglioramento ha assunto anche un valore etico; accumulare il più possibile rappresenta una vera morale oggettiva

Lavora sempre più intensamente, produci sempre di più, senza sapere cosa caz..stai facendo
 consuma in definitivamente come se tu dovessi morire domani, e tuttavia risparmia e investi senza limiti! Inquina senza ritegno tanto chi se ne frega, caga sul marciapiede, fai figli così ti realizzi, non usare più le mani. Riempi il mondo di grandi imprenditori che non sanno neanche fare la spesa in un supermercato, poi appena s’inceppa questo tuo modo di vivere chiama gli economisti che loro si sanno cosa fare.

Le tue discariche sono monumenti all’idiozia, bruci in pochi anni quello che il tuo unico pianeta ha prodotto in milioni di anni, poi piangi se il fiume cerca di raggiungere il mare. Tu continua a “crescere senza limiti”.Tutti i tuoi simili vogliono un’auto quattro televisori e l’immancabile cellulare chi per distinguersi tre o quattro, non ti preoccupare il petrolio finirà ma chi se ne frega.

La tua società della crescita ha legato il suo destino ad un’organizzazione fondata sull’accumulazione.
Illimitata e non appena vi sarà un rallentamento farai una guerra.
Per sopravvivere il tuo sistema ha bisogno di alcuni ingredienti come la pubblicità e l’obsolescenza dei prodotti.

Il primo elemento costituisce il secondo bilancio mondiale dopo gli armamenti, mentre il secondo elemento rappresenta l’arma cruciale del consumismo, tempi di vita dei tuoi oggetti sempre più brevi e costi di riparazione eccessivi.

Tutto questo contribuisce ad intasare il tuo pianeta con montagne di frigoriferi, lavastoviglie e telefonini, avanti così vai benissimo Poi intasi la comunicazione con balle sulle catastrofi naturali e ai cambiamenti climatici, ma vaffan..

Le tue eterne guerre per il petrolio in attesa di quella definitiva per l’acqua pura, quella del tuo paese ormai è perduta..continua a pisciarci dentro e a farci cagare i maiali.
Purtroppo sei malato sei, un tossicodipendente della crescita. E come tutti i tossici non lo ammetterai mai.
E con i tossicodipendenti non serve un economista ma un bravo dottore.
Primo passo che tu ti renda conto e ti allontani dalle brutte compagnie.....




2012-06-19_20093gyu34_mini
photo in attesa di conferma


Vi consiglio  l’intervista a Josè Luis Sampedro,
un signore ottantenne, di professione filosofo. ho deciso di fare un parallelo un po' forzato fra il FIL e il pensiero di Jose
A una giornalista che gli chiedeva quale fosse il segreto per mantenersi così in forma, lui rispose:
“faccio tutti i giorni i miei esercizi di libertà.
Prima di andare a letto, la sera, mi chiedo: quale regola ho trasgredito oggi, per cosa mi sono battuto, quali rospi mi sono rifiutato di ingoiare?
Se poi scopro che non ho fatto nulla di tutto ciò, mi rivesto, esco per strada e attraverso col rosso.”
Se c’è qualcosa che caratterizza Josè Luis Sampedro, è il coraggio delle sue idee.
E la totale assenza di peli sulla lingua, che da sempre funge da bastone castigamatti in una Spagna (forse dovrei dire in un’Europa)
dove i matti tendono sempre a risalire dalle tombe in cui la storia li aveva confinati,
e da qualche tempo una pericolosa dislessia politica s’aggira come un fantasma sulle poltroncine ciarliere dei salotti radical – chic.
Sampedro ha scritto una lettera al Presidente spagnolo, la massima autorità politica del suo paese, che comincia in questo modo:
“Caro Signor Presidente, lei è un figlio di put... Lei e tutti i suoi ministri.
Ha cambiato la costituzione senza consultare il popolo sovrano
E finisce così.
(…) Mi auguro soltanto che la nostra società un giorno si ribelli,  si decida ad uscire per strada,
tutti quanti, a prendere in mano i poteri pubblici, a proclamare un’assemblea costituente, a convocare a pubblico
referendum sulla riforma dello Stato, a sciogliere i partiti politici attuali i quali saranno costretti a rifondarsi in partiti
rispondenti alla loro ideologia politica e non alle convenienze economiche, a stabilire un sistema di elezioni davvero
democratiche, a liberarci dalla trappola della moneta tedesca (chiamata da alcuni Euro)…
Quando tutto ciò accadrà, spero lei sarà in viaggio verso Berlino, in esilio. In caso contrario, credo saranno per lei guai seri.”
José Luis Sampedro
Immaginate una lettere del genere spedita al nostro presidente  da un vecchietto intellettuale italico
Quando si dice parlare chiaro.
qui il testo originale
P.S.solo una bozza post in lavorazione scusate per eventuali errori scritto in situazioni precarie...
Per commentare https://www.facebook.com/miksocrate
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Kigheghe si fermerà per il periodo estivo per riprendere
con più energia, spero ancora più bello. Grazie a tutti voi per questi dieci mesi da favola



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Questo blog non ha scopo di lucro,nato il 25/agosto/2011 in un punto,uno spazio ed un tempo della mia vita non prevista.

Dedicato alla memoria di mio fratello Riccardo Carbognin umile artista che ha curato la grafica ispirato la maggior parte dei racconti.

L'autore è un "filosofo" dei poveri,musicista degli umili,ex fotografo,tanti mestieri,uno dei tanti,operaio di sogni.Kigheghe è un locale immaginario alla fine del mondo frequentato da poeti,musicisti.umili eroi e sognatori folli.

Kigheghe a Parma significa "chi c'è...c'è".

Il blog vanta la collaborazione di amici e artisti solitamente "fuori catalogo"un intero mondo che si rivolge a tutte le schegge africane e non sparse nel pianeta terra come una collana di perle spezzata.

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