laura
                                                                                                  Photo by Laura Zalenga

Dedicato a tutte le donne ribelli

Non mi pento di nulla
Dalla donna che sono
mi piace a volte contemplare
quelle donne che avrei potuto essere;
quelle donne sublimi,
nel diventare brave mogli,
campioni di virtù,
come avrebbe voluto mia mamma.
Non so perché
ho passato la vita
a ribellarmi contro di loro.
Odio le loro minacce sul mio corpo.
La colpa che le loro vite impeccabili,
per uno strano maleficio,
mi ispirano.
Rinnego i loro buoni uffici,
i pianti di nascosto dal marito,
il pudore della loro nudità
sotto l’inamidata biancheria ben stirata.
Queste donne, tuttavia,
mi guardano dall’interno dei loro specchi,
alzano il loro dito accusatore
e io, alle volte, cedo ai loro sguardi di rimprovero
e tento di guadagnarmi l’approvazione universale,
di essere una Gioconda ineccepibile.
Prendere dieci in condotta
al partito, lo stato, le amicizie,
la famiglia, i miei figli e tutti gli esseri
di cui straripa questo nostro mondo.
In questa contraddizione inevitabile
tra quello che avrebbe dovuto essere e quel che è,
ho combattuto battaglie mortali,
battaglie contro i loro morsi
-loro che abitano dentro di me cercando di essere me stessa-
trasgredendo materni comandamenti,
strappo, addolorata e incespicante,
quelle mie donne interne
che, dall’infanzia, mi storcono gli occhi
perché non ci sto nel perfetto stampo dei loro sogni,
perché oso essere questa pazza, fallibile, tenera e vulnerabile,
che s’innamora come anima in pena
dalle cause giuste, dagli uomini belli
e dalle parole giocose.
Perché, da adulta, ho osato vivere l’infanzia vietata,
ho spezzato dei legacci inviolabili
e mi sono permessa di godere
questo corpo sano e sinuoso
di cui i geni di tutti i miei avi
mi dotarono.
Non incolpo nessuno. Piuttosto ringrazio dei doni.
Non mi pento di nulla, come disse Edith Piaf.
Ma negli oscuri baratri in cui sprofondo,
non appena apro gli occhi, al mattino,
sento le lacrime che incalzano;
vedo quelle altre donne che attendono nel vestibolo,
che sguainano condanne contra la mia felicità.
Imperterrite “brave bambine” mi circondano
e danzano le loro canzone preferite su di me
su questa donna
fatta a mia stessa immagine,
piena.
Questa donna col petto colmo di seni,
dalle anche larghe
che, per mia madre e anche contro di lei,
mi piace essere.
Gioconda Belli (Managua, Nicaragua – 9 dicembre 1948
(Trad. di M.F.)
miksocrate
mf

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Welcome to my word,my soul,my refuge,in my silence,in my pain,my thought never revealed,hidden my dream,in my deepest needs...

Questo blog non ha scopo di lucro,nato il 25/agosto/2011 in un punto,uno spazio ed un tempo della mia vita non prevista.

Dedicato alla memoria di mio fratello Riccardo Carbognin umile artista che ha curato la grafica ispirato la maggior parte dei racconti.

L'autore è un "filosofo" dei poveri,musicista degli umili,ex fotografo,tanti mestieri,uno dei tanti,operaio di sogni.Kigheghe è un locale immaginario alla fine del mondo frequentato da poeti,musicisti.umili eroi e sognatori folli.

Kigheghe a Parma significa "chi c'è...c'è".

Il blog vanta la collaborazione di amici e artisti solitamente "fuori catalogo"un intero mondo che si rivolge a tutte le schegge africane e non sparse nel pianeta terra come una collana di perle spezzata.

L'Africa, la mia terra natia ormai è persa ma in questo blog rivive magicamente nei miei ricordi...

"Vivevo nel bush uscivo di casa ed avevo il mare tutto per me...ma non lo sapevo".

Michele Fedele. Alias miksocrate



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