Io muoio alfine; e per non più sperare/fortuna nella morte
o nella vita,/sarò ostinato nella mia illusione./Dirò che ha ben
ragione chi molto ama,/e più libera l’alma se più schiava/del
l’antica tirannide d’Amore./Dirò che quella mia immortal ne
mica,/l’anima ha bella come ha il corpo bello,/e che in forza dei
mali che si arreca/Amor suo imperio in giusta pace regge”
“Tu che con torti innumeri dimostri/la ragion che m’im
pone di dar fine/alla vita gravosa che aborrisco,/poiché or
mai vedi chiari segni darti/ questa dell’alma mia profonda pia-
ga / di come lieto a tua durezza m’offro,/se mai tu riconosca
ch’io sia degno / che degli occhi tuoi belli il chiaro cielo / per
mia morte si turbi, non lo fare
Don Chisciotte della Mancia  Miguel de Cervantes Saavedra
delta9mikki
photo by Delta9Mikki 
 
 


Un bizzarro raggio di luce sulla barriera corallina, sulla corazza di una furtiva ciprea tigris, altri disegni connessi si riproducono in mille varianti, due pesciolini nuotano spensierati senza meta.


Dal profondio blu spunta
un pesce anzianotto, fa un cenno con la pinna e dice: ”Ueila! Giovanotti com’è l’acqua”.
un'occhiata interrogativa fra i due e il compare rivolgendosi all’Amico dice: ”Ma cos’è l’acqua”.

Questa, è la situazione inconsapevole che vive la maggioranza della specie umana. Non comprendendo fino in fondo le cose più ovvie perché sopraffatta da un egocentrismo mostruoso, profondamente convinta di essere il centro indiscusso dell’universo, vivendo di conseguenza la sua misera esistenza in un eterno conflitto alimentato dalla paura.

Negli ultimi mesi ho affrontato delle prove di dolore fisico e psicologico circondato da circuiti di statistiche e spettri, ermeticamente chiuso nel mio io, solo con i miei demoni.
Pensavo in maniera convenzionale, facevo esattamente quello per cui ero stato programmato e avevo con i miei neuroni a specchio nel corso di un'esistenza inconsciamente metabolizzato tutto il negativo
del comportamento umano.

Non avevo imparato a pensare e nessuno me l’aveva mai insegnato.
Detta così è una banalità, convenuto che, la capacità di pensare è ovvia ma, il decidere "cosa e quando" richiede una presa di coscienza coraggiosa e consapevole nel scegliere liberamente il “cosa” pensare.Questa libertà è spesso impedita dalla convinzione profonda che, il nostro io sia il centro preciso dell’universo.

Un incontinente psichico.



Ieri sono uscito a piedi per fare acquisti, a destra e sinistra auto, parcheggiati i simboli del nulla, gruppi di uomini, escrementi animali, foresta di cemento,culture note e sgradevoli, il paradiso del denaro, bisogna che faccia in fretta perché fra non molto un'orda di selvaggi danzerà sulla notte.


delta09mikki
photo by Delta9 Mikki


Sono immerso come i due pesciolini in questo luogo chiamato città tutto mi è contro  , l’ansia mi prende in gola, paura fisica, intralciato da una massa d’individui che non so dove vanno e cosa fanno.
Entro in un immenso non spazio non luogo dove la specie umana mette in atto lo spettacolo desolante quotidiano del comperare tutto e tutti, nell'aria un orrendo rumore misto a musica allucinogena, se non decido a cosa pensare sono spacciato, verro presto sopraffatto dalla trappola ideata per interferire con il mio pensiero.

Adattarsi?... all'improvviso m'accorgo che ho tempo per "cosa "pensare.
Il mondo reale mi dissuade dall’operare in maniera predefinita, perché alimentato dalla paura, devo resistere.

La beffa mi è arrivata ieri per posta una missiva dallo stato centrale che mi chiedeva un documento  per mia madre con la prova di esistenza in vita , dimostrare di essere
vivi...quando sono anni che si è morti dentro. 

Un disadattato ma, la differenza sta che io voglio esserlo.


2014-03-18_105459
photo by Adam Magyard 



Guarda un po’ quella signora che va di fretta, forse sta correndo al pronto soccorso, il figlio è ferito, e quell'altro signore anziano
che mi è d’intralcio forse... sta pensando al suo amore perduto, e quel bimbo forse piange perché ha capito...ed io incazzato solo perché sono in ritardo...un dubbio,
forse sono io d’intralcio a questi individui.

Se solo smetto di pensare nel

modo “convenzionale”di mettere il mio io nel centro di questo luogo, se tolgo questa maschera che mi rassicura e mi libero dell’armatura
inutile che mi tiene prigioniero di questo ruolo e di qust’ identità posticcia.
tutto diventerà più logico e sereno.
Umilmente ci provo, ora riesco a prestare attenzione a ciò che succede là fuori, anziché dentro di me, magicamente interrompo lo stucchevole eterno monologo cerebrale. 
É fatta,
finalmente libero,ora, potrò esercitare un potere su cosa pensare trasformando la mia mente da pessimo padrone in ottimo servo.


Ora sono vivo e faccio parte e lo sarò per l’eternità di questo meraviglioso mistero, abbandonando il mio egocentrismo al suo destino,non ha fatto altro che crescere rinunciando alla sicurezza di una vita”normale”.

Scardinato l’ovvio e sconfitta per sempre quest’eterna guerra e tentando tutti i giorni con
fatica la comunione con il tutto, ritrovo per magia l’equilibrio e la serenità
musicale con la mia bassa nota univoca per far parte della più bella melodia che è
la vita senza rinunciare a quel pizzico di ~~~~~~~stupore.

miksocrate




mf

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Questo blog non ha scopo di lucro,nato il 25/agosto/2011 in un punto,uno spazio ed un tempo della mia vita non prevista.

Dedicato alla memoria di mio fratello Riccardo Carbognin umile artista che ha curato la grafica ispirato la maggior parte dei racconti.

L'autore è un "filosofo" dei poveri,musicista degli umili,ex fotografo,tanti mestieri,uno dei tanti,operaio di sogni.Kigheghe è un locale immaginario alla fine del mondo frequentato da poeti,musicisti.umili eroi e sognatori folli.

Kigheghe a Parma significa "chi c'è...c'è".

Il blog vanta la collaborazione di amici e artisti solitamente "fuori catalogo"un intero mondo che si rivolge a tutte le schegge africane e non sparse nel pianeta terra come una collana di perle spezzata.

L'Africa, la mia terra natia ormai è persa ma in questo blog rivive magicamente nei miei ricordi...

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