ALABAMA ECONOMY BLUES

Latitudinal    N 32°24'3
Longitudine W 87°1'18

”Molte volte codeste calamità distruggono le nazioni senza risorgimento…
(ma)  la calamità offre il campo a poter spaziosamente formare un nuovo sistema di cose rispetto ad esso.
Bisogna quindi approfittare del momento per formare un piano generale di ristoramento”
Abate Ferdinando Galliani


A.de Lueew (1)
La casetta da dove tutto è partito Ahron de Leeuw


Era una splendida giornata di primavera a Selma in Alabama quando,un’auto decapottabile con a bordo due giovani ragazzi March e Yonny spuntò da River Road e si fermò davanti ad una piccola baracca di legno. Sulla veranda , un vecchio seduto su una sedia a dondolo ,fumava tranquillamente la pipa. Per terra L’ immancabile bottiglia di Jack Daniel e poco più in là un vecchio cane addormentato .Appoggiata alla parete una splendida chitarra Gibson Jumbo acustic del 1934. I due ragazzi, figli di ottime famiglie erano in giro senza una meta certa, come spesso gli capitava di fare nei loro lunghi pomeriggi di sole .Stavano cercando senza nessuna convinzione di ammazzare la tremenda noia che invadeva la loro vita vuota. Nessun obiettivo, se non quello di trovare ottimi compagni di bevute. Dopo quattro bicchieri di whiskey e due ottimi blues , occhi inebetiti e due belle lingue gonfie ,i due ,scoprirono con loro grande stupore che il simpatico vecchietto oltre che a suonare come un Dio era anche l’ultimo erede di quella piccola casettina . Eureka! Fantastico! Idea. Perché non acquistare la nuda proprietà lasciando all’arzillo vecchietto l’usufrutto fino alla fine dei suoi giorni?. Il vecchio commosso si appartò un attimo per ringraziare il Signore , non riusciva a credere che i due idioti acquistassero quel rudere divorato dalle tarme a una cifra così spropositata . Dopo aver incassato la cifra (rigorosamente in contanti), si liberò con una scusa dei due molesti figuri. Tombola!Ora il vecchio era felice poteva finalmente godersi tranquillamente la vita bevendo e suonando i suoi vecchi blues. Arrivati in città, i due giovani forse smaltita la sbronza rivendettero a cento volte tanto la proprietà , magnifico!. Questa è l’America ragazzi terra dalle infinte possibilità .Era nato l’Homo Oeconomicus.





Il nuovo compratore,un tale di nome M.Mount McBceirlu mise subito la sua nuova proprietà a far compagnia al suo pacchetto immobiliare d’indubbia provenienza e la quotò in borsa. Nel giro di due ore esatte, le sue azioni schizzavano alle stelle. Dopo quarantotto ore dall’altra parte dell’oceano le stesse azioni venivano acquistate da ignari pensionati consigliati da insignificanti impiegati di una Banca a un valore di mercato spaventoso. Fantastico. Il vecchietto dell’Alabama non sa che la sua casetta di legno distrutta dalle tarme vale milioni. Ora purtroppo il vecchietto è morto e la sua eredità ha fatto fallire la Grecia.
Tempo fa alcuni scienziati comodamente seduti in poltrona, si misero a descrivere quasi per scherzo le sembianze e i costumi dell’Homo Oeconomicus.
Nessuno poteva lontanamente immaginare che, quei professori stavano semplicemente descrivendo quello che senza saperlo sarebbe diventata la nuova esistenza astratta dell’umanità e stavano segnalando per primi la fine dell’uomo reale.
Chi avrebbe mai potuto sospettare che la descrizione se pur astratta dell’Homo Oeconomicus avrebbe nell’immediato futuro dominato il pianeta. Allora in molti si misero a ridere e si appellarono alla realtà delle cose. . L’Homo Oeconomicus Ha il corpo di un uomo, mangia respira ma a dispetto delle apparenze, e assimilabile, nel complesso a un sofisticato apparecchio che parla come una lampadina, Può anche darsi come le lampadine creda che si accendano da sole.
All’inizio l’Homo Oeconomicus era semplicemente un’idea , quasi una burla, più simile a una truffa fantasiosa ,anche se creata da una sottile mente criminale,più che altro materia di studio per organi di polizia, ma nel breve tempo l’idea si è guadagnata un consenso e una discendenza, che ha dato origine a famiglie, ora di banchieri, industriali, agenti di cambio , facchini , operai e soprattutto politici. E un modo ingegnoso di un animale per vivere allontanandosi completamente dai veri sistemi di produzione. Nel tempo sfruttando algoritmi che, un pazzo matematico scriveva per divertirsi sulla lavagna davanti a studenti increduli ,si elabora un sistema che riusciva a piazzare sul mercato un prodotto completamente fuori dalla realtà produttiva reale. Il debito il nulla è diventato la nuova ricchezza spostando di colpo la vera economia di una nazione che era la terra, il sole e l’acqua in qualcosa di virtuale e misterioso fatto di pagherò inesigibili. Ora il paradosso è che chi possiede queste azioni virtuali costruite con una truffa, è diventato il padrone del pianeta all’insaputa dei suoi abitanti…







Luca Gargano
foto by Luca Gargano







L’Homo Oeconomicus avanza su tutti, è per DNA contro gli ultimi , vuole convertire la massa alla sua New economy, i suoi eroi sono inventori di software , alcuni addirittura sono semplicemente assemblatori di cellulari i suoi santi sono sconosciuti il suo dio supremo è IL MERCATO. La sua grande astuzia consiste nel rendere i profitti privati e le perdite pubbliche distribuisce beni virtuali e si nutre d’intere piantagioni, grano o zucchero non fa differenza l’importante e che siano beni materiali.
L’Homo Oeconomicus, non sa cosa produce, non ha mai visto una mucca dal vivo sebbene si nutra esclusivamente di carne. Infelice per natura perché ha rotto tutti i legami con la reità. L’economia virtuale è la sua passione, il suo dogma è: ” tutto ha un prezzo” . il profitto, il rendimento e i tassi d’interesse sono la sua linfa. Scatena guerre quando i magazzini sono piene di armi superate, non fa prigionieri, tutto è sacrificabile per la sua causa anche l’immensa bellezza dell’oceano, le sue produzioni stanno dentro un file che si trova in un PC nascosto in una buia cantina di un magazzino sconosciuto in una squallida via a Mumbai, la sua unica e insignificante vita pesa sulle condizioni umane di milioni di lavoratori incatenati che producono ancora nell’economia reale. Innocentemente dichiara alla TV che le sue azioni crescono, anche se nello sfondo si vede la tremenda devastazione della sua opera.
Ora negli ultimi anni, la selezione ha creato l’Homo Oeconomicus dominante ancora più potente ed evoluto che, non si accontenta più di possedere paesi interi ma, esige continenti e la sua potenza è tale che non si vergogna nemmeno mostrare in azione a reti unificate un suo dipendente che umilia capi di potenze industriali. Forse questo è stato il suo errore. Tutta quest’astratta canea di forze (dicono), che sia proprietaria di più anime che il mondo intero possa contenere. Il paradosso e che se qualcuno cerca, anche di spiegarlo è preso per pazzo. Come si può essere proprietari di sette pianeti quando si sa benissimo che ne esiste un solo?Tutta questa colossale truffa è la vera causa della nostra schiavitù. Fuggire non serve. Quello che ci aspetta in futuro prossimo non e un grande avvenire. O facciamo finta di nulla e amici come prima Oppure, smascherare candidamente la verità cioè che altri sei pianeti Terra non esistono, anzi aprire una regolare agenzia viaggi senza scopo di lucro e portare tutti in Alabama per visitare la casetta dove ha vissuto il simpatico vecchietto da dove tutto è partito. Hudson… Abbiamo un problema.




                                                                                                                                                                                           Miksocrate