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Foto di Eric Lattourgue


Va Piano Mick.
Hai studiato ottimismo per trentatré anni.
Niente da fare.
Dimentica l'egoismo adolescente,basta con quell'orgoglio.
Hai Fatto qualsiasi lavoro, tutti i Movimenti di Uomini Perfetti,
le armoniche Impossibili.

Hai licenziato la notte invernale tanto tempo fa.
I centesimi di rame in fondo al cassetto.
 L'acciaio freddo della produzione Umana, la Foresta di tubi inox affogati Nel mercurio.
Le albe grigie, i raggi di luce.

Le donne curiose delle antiche follie, i sensi invecchiati.
Stand-by universo,
prima che il puro rumore dei rapper mi tolga la memoria.


Oh nera madre diamante d'amore!
Chiedo Perdono ai di miei sogni calpestati.
Oh mia madre donna degli Altipiani!


Un esilio di assurda magia, il Movimento di femmine stanche  precipita dentro il vapore industriale, immaginando il silenzio. Oceano indifferente, tempestoso e atrocemente liquido.

Per Angelina stella del mattino.
Una nota di musica che mette da parte le equazioni, unico i…

VITANZA’S HOUSE

ASMERA
Zulu
LAT…     15° 29’ 11’’
LONG… 38°91’28’’
FUSO ORARIO+3:00 ORE DA UTC/GMT
Asmara, Ore 7,30, istituto Vittorio Bottego
per Geometri, dove si formava la classe dirigente
dei disperati da scatenare per il mondo, con l'ambizione
e l'obiettivo di costruire strade in mezzo al nulla.



tn_post di apertura
Il treno della malinconia foto in attesa della conferma del proprietario per... 



L'istituto Vittorio Bottego costruzione imponente, in stile futurista occupava un intero isolato. Nella mente dell'architetto doveva esistere un’idea di follia pura, mania di persecuzione e terrore: la parola d'ordine era intimidire, far capire all'alunno che era finita e che per il futuro sarebbero stati cazzi… A confronto del campus La Salle questo era un lager. Dalla parte alta dell'ingresso, che era grande arioso, con una scalinata vertiginosa, entrava l'élite. La plebe, si era deciso di farla convogliare dalla porta di servizio con un obiettivo molto semplice e preciso, bastonare con comodità e controllare la situazione, sedando sul nascere ogni tentativo di rivolta. Tu fai entrare le bestie da un pertugio e avrai il controllo totale della mandria semplice e geniale. Dovete sapere, che ad Asmara, non esistevano le forze dell'ordine, almeno nella maniera a cui si è comunemente abituati a vederle qui in Italia, che, ad ogni evenienza tu telefoni, e devono intervenire. Ad Asmara no, se li chiamavi, era perché avevi deciso di suicidarti, era l'ultimissima soluzione, erano cazzi sia delle vittime e sia dei carnefici. Loro si intervenivano ma, ndo cojo cojo. Prima regola: mai e poi mai chiamare chicchessia, tutto funziona come un orologio invisibile, tutto non è scritto, e tutto è regolato da una legge inconfutabile vivida nella mente di ogni abitante. Seconda regola: rispetto assoluto verso donne, bambini e anziani. Terza regola: non rubare ma, balle ne puoi dire quante ne vuoi e infine quarta regola tolleranza alle bastonate. Mai visto un popolo così ordinato, il massimo dell'anarchia responsabile. Lo stato esisteva come una cosa remota niente omicidi, qualche furtarello, mai rubare la bicicletta: era sacra rischiavi trentasette nerbate sulla schiena alle ore 4 del mattino. Si poteva cantare ma solo se avevi una bella voce, la follia era un merito te la dovevi conquistare. Il Sogno la musica e la fantasia fin dalla tenera età.  Solo adesso mi rendo conto del livello di civiltà che si era raggiunto forse perché  completamente fuori dal mondo reale conosciuto. I potenti dell’universo erano per noi personaggi insignificanti a parte lo zio Ras Tafari. I nostri  erano persone al di là del sovrannaturale, si alzavano la mattina e facevano quel cazzo che gli passava per la testa. L'immaginazione al potere. Tutto era top secret, si conosceva solamente l'indispensabile , si studiava tanto per poter ragionare stop. Già allora sapevamo che l'intenzione della natura non era quella di produrre senza senso come succede adesso.





Massawa foto by in att..




The dreem by C.Vigna
Non eravamo produttivi e ne eravamo orgogliosi,eravamo l'eccezione, non lavoravamo perché avevamo capito che c'era gente che non sapeva cosa fare quando lavorava, cercavamo di trovare una via migliore, una soluzione all'uomo produttivo occidentale, eravamo la salvezza del mondo, sapevamo già che oltre ci fosse qualcosa di grande ma, purtroppo un banale evento ci ha spezzato le reni
Al mattino, un profumo di caffè arabica, rigorosamente  tostato all'aperto e alla giusta temperatura su carbone di eucalipto, invadeva le strade di Asmara. Ohiohhooo! Non siamo mica qui a smacchiare  i leopardi. Etiopia ragazzi terra di origini dell'umanità e del caffè qualcosa vorrà pur dire. La temperatura era quella giusta per farti vivere al massimo delle possibilità,e non farti incazzare. Radio Asmara trasmetteva in Americano notizie di mondi sconosciuti cui non fregava una minkia a nessuno, qualcuno, tentava di tenersi informato ma era visto con sospetto indi subito isolato. Io uscivo da casa e puntuale  mi trovavo davanti il mitico Riccardo Carbognin (alias Titti) che scendeva dalla collina di ghezband  in tenuta d’assalto,e rigorosamente armato. Ognuno ad Asmara si metteva quel che voleva, non si giudicava l'abito. Se ci penso, mi vien ancora da ridere ma v'immaginate voi un mercenario  che va a scuola? Ciondolando in modo pericoloso ci si trascinava al Vitanza's House e la meraviglia di un nuovo giorno che stava per incominciare ci accoglieva.  Vitanza's House  il ritrovo delle menti migliori che l’Africa avesse mai potuto produrre."Caffè, risate e filosofia" lo slogan di Wollo 125, bellissimo.
Il proprietario era un certo Franco Vitanza detto “la prima cosa bella”.La casa era situata all'inizio di una leggere salita proprio di fronte all'istituto lager . Prima dell'inizio delle lezioni era consuetudine che il luogo fosse frequentato dalle menti eccelse che la dolce Asmara avesse mai potuto sfornare,Verso le sette e trenta ora locale una folla paurosa si riuniva davanti all'istituto e a Vitanza's House tutti i posti erano occupati.Lì trovavi i geometri disperati ma geniali. Orario di apertura tassativo dalle ore 6.30 alle 8.45 . Chiuso i festivi ma con tolleranza. Il locale era la base operativa dell'Wollo125, sedicente gruppo rivoluzionario  formatosi per trovare una via migliore e una soluzione radicale all'uomo produttivo occidentale, esperto in cazzate a tutto campo. Che cosa significasse il nome? Non lo so. C'era di mezzo una rissa e un vecchio biliardo che si perdeva nella notte dei tempi africani. Frank, chiamato alias" la prima cosa bella" per via di una stupefacente somiglianza al cantante Nicola di Bari era il Boss .Un personaggio gioviale con un sorriso immutabile e di una piacevole indolenza. Furbo come una volpe del deserto ma pericoloso come una iena maculata. Amatissimo dai fancazzisti dell'epoca, entrato nella leggenda Asmaregna per un mistero noto a 
pochissimi adepti. Monumento 


nazionale ecc."La prima cosa bella "non era come adesso, pieno di steroidi, allora portava occhiali spessi come fondi di bottiglia. Si vociferava che servissero al Frank  per veder fuori dall'acqua essendo L'animale abituato a vivere nel profondo del mar Rosso. Il messia del Oceano Rosso, di solito in casa girava in mutande, per un usanza sacra che veniva dal remoto bassopiano terra ai più sconosciuta e selvaggia di cui lui si proclamava figlio. Una camminata alla John Wayne (Solo la camminata si sospettava che avesse i piedi palmati) e quel tocco di ghigno appena disegnato completavano l'opera
rigorosamente in mutande fresche di bucato appariva , Il brusio  cessava, l'ingresso trionfale avveniva a sorpresa spesso da una porta misteriosa dietro la quale qualcuno dice si facessero strani riti fanfie, wooduu pagani (fanfie termine asmaregno del tardo sessantadue ormai in disuso che significa molto, ma molto, fanfarone all'ennesima potenza) In mezzo alla stanza c'era un tavolo enorme, perennemente apparecchiato. Il Ras "la prima cosa bella" una volta sedutosi, sbadigliava, emetteva dei grugniti sordi e  guardandosi intorno come un vecchio leone cominciava a nutrirsi ,incurante  del  casino . A volte si rivolgeva affabilmente ora a uno o all'altro, dispensando perle di saggezze che la folla beveva come verità. Spesso, sopra il tavolo si trovava una ciotola colma d'insalata condita il giorno prima e lasciata lì a macerare. Nessuno sapeva cosa fosse, si scoprì poi che era il suo cibo preferito, Il Frank la teneva d'occhio la rimestava continuamente sempre a temperatura controllata, fino a quando raggiunta la giusta consistenza, la gustava in privato con estasi trascendentale. Che bell'animale. Nel frattempo, la massa di adepti cresceva. L'aria si faceva tesa ,qualcuno entrava e usciva., si salutava con un segno segreto e misterioso che ogni settimana cambiava. A volte neanche ci si conosceva. in realtà, a Vitanza's House, entrava solo chi era della cerchia e dopo una selezione durissima e  un solenne giuramento fatto nel profondo del bassopiano in un infimo locale chiamato Hotel Torino alle ore 3.45 del mattino si poteva sperare di entrare. Insomma gente accuratamente selezionata, requisito fondamentale: balle ,balle e balle e l’arte di saperla raccontare. Qualcuno si sdraiava sul divano a sonnecchiare,pardon a meditare poi col tempo tassativamente ognuno marcava  il suo territorio . Mi son sempre chiesto come facesse la sua famiglia a sopportare, quell'invasione pacifica al mattino presto con il massimo della tolleranza.Ragazzi era gente del bassopiano abituata al l'inferno di alte temperature vissuta in ambienti ostili :Asmara  era una bellezza 22 gradi all'ombra.Vitanza’House e un esempio da portare nelle aule delle università. La meraviglia e che il tutto si svolgeva con una naturalezza che agli occhi di un estraneo sarebbe risultata irreale.Quando il locale era pieno Abraham un ragazzone, grosso e palestrato si metteva a fare il buttafuori «tu sì, tu nooooooo…., All'improvviso un boato pauroso squarciò l'aria, tremarono i vetri, la ciotola con l'insalata macerata vibrò impazzita, la forchetta d’argento rimase sospesa nel vuoto e per la dolce Asmara fu la fine.




tn_graffito  asmera di M.Fedele cera su cartoncino
graffito pastello a cera by M.Fedele 1995 


                                                                                                                                                                                                         Miksocrate

Top Ten

I silenzi che mettono a disagio

Asmara blues

Ti rivedrò lassù

Incontinenza Psichica

Mick, stai allegro

La gentilezza è rivoluzionaria

My little Asmara

IL GRANDE CACCIATORE

Camminare in città a piedi nudi

L’incubo del babbuino