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Foto di Eric Lattourgue


Va Piano Mick.
Hai studiato ottimismo per trentatré anni.
Niente da fare.
Dimentica l'egoismo adolescente,basta con quell'orgoglio.
Hai Fatto qualsiasi lavoro, tutti i Movimenti di Uomini Perfetti,
le armoniche Impossibili.

Hai licenziato la notte invernale tanto tempo fa.
I centesimi di rame in fondo al cassetto.
 L'acciaio freddo della produzione Umana, la Foresta di tubi inox affogati Nel mercurio.
Le albe grigie, i raggi di luce.

Le donne curiose delle antiche follie, i sensi invecchiati.
Stand-by universo,
prima che il puro rumore dei rapper mi tolga la memoria.


Oh nera madre diamante d'amore!
Chiedo Perdono ai di miei sogni calpestati.
Oh mia madre donna degli Altipiani!


Un esilio di assurda magia, il Movimento di femmine stanche  precipita dentro il vapore industriale, immaginando il silenzio. Oceano indifferente, tempestoso e atrocemente liquido.

Per Angelina stella del mattino.
Una nota di musica che mette da parte le equazioni, unico i…

Rifrazioni


E tu, qual è il colore dei tuoi occhi,

cosa esprimono,

a che mondo visibile o invisibile si rivolgono?
Vai allo specchio osserva i tuoi talismani fatati,

li avevi mai studiati prima d’ora?

Osservali in fondo al loro abisso,

troverai la voglia di sapere,

quella che spia il movimento del creato,

che degli astri insegue eterno moto

nel suo abisso profondo scorgerai
ogni luogo, ogni viso, ogni singola cosa…



È duro essere l'ago di una bussola impazzita per un uragano o un' 

aurora ...scriveva Paul Nizan in Aden


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Photo by Noam Galai


Asmara     15°20′0″N 38°55′47″E

Parma       44°48′0″N 10°20′0″E




Cosa mi succederà?
Cosa non mi succederà?


Crateri di lava, lapilli che vomitano il sole stupiti davanti al mare. Un giardino fiorito inondato di luce…  Bob Marley con la sua malattia che annaspa su binari di impossibilità e oblio. Ma  quanti siamo noi? Chiede il mago ai giovani illusi.
Mik stanotte ci si spacca il cervello e si bruciano i sogni. Qualcuno sta ancora soffrendo e urla nel corridoio buio e puzzolente di un ospedale sconosciuto.
La mia infanzia sarà pur valsa qualcosa. La morte di amici, a me un diploma e a voi le guerre che non finiscono mai.
Ho chiesto umilmente il permesso di vivere durante incursioni notturne tra bombe e fiamme, ululati di sirene, latrati di cani. In sottoscala angusti, l’odore di urina fetida. Bimbo con gli occhi sbarrati dal terrore.



photo by Jòn Pàlma

Ho vissuto,in un ingenuo e quasi giocoso distacco dalle cose.
Valori morali inculcati, la storia stuprata. Senza punti di riferimento e le identità confuse.

Nessuno sa o vuole capire nemmeno cosa offende l’altro. I parenti di mia madre, accumunati dai loro  numerosi fantasmi. 
I sacrifici spaventosi degli antenati.
 La loro profonda e desolata umiliazione e inutilità.

Sono asserviti, avviliti, umiliati, attraversati e devastati da un Potere che non permette vie di fuga. Non possono neanche abbozzare una rivolta; sono destinati a far parte di un gioco cinico altrimenti essere soppressi o usati dal Potere.

I parenti di mio padre, che continuano ad essere unitamente affascinati e commossi delle loro opere o monumenti in rovina.

La loro storia cerca delle rivalse che deformano la realtà. Si sentono continuamente anime in fuga defraudate. la gioventù cresciuta spensierata con la malcelata idea malsana della loro superiorità.

 Il compiacimento cinico a volte ingenuo che le cose, senza di loro sono andate alla malora; successiva prova di un’inferiorità. 
La incapacità endemica degli ex-coloni e la felice conferma di certe teorie lombrosiane.

Nessuna palingenesi sembra più essere possibile, nessuna possibilità, tutto è assorbito in un inferno spirituale e politico. 
Attraverso i corpi ridotti a merci spregevoli, passa il peggiore Potere. 
Nessuna differenzia tra vittime e collaborazionisti. In entrambi gli aspetti la medesima negazione della vita.
Sono qui insieme ad antifurti orientali che ti spaccano le orecchie.
 Il naso intasato da aria avvelenata mentre. Le mie due vecchie città gemelle diverse, agonizzano assomigliando sempre  più a salumerie che spacciano nomi di morti…




Massawa bombardata 75 foto di Michele Fedele

Il terrore di essere simile a voi  mi fa paura, tutto quello che mi sta intorno vi appartiene.
  Inutilmente continuo a volteggiare come un pipistrello impazzito e non penso ad altro che a fuggire.
 Un urlo soffocato mi sale dal ventre… io …io non mi condannerò all’inferno di me stesso.

Eh… aspettando un futuro impossibile,vedo rifrazioni che come un blackout globale si fanno spazio nel mio cervello. Si allargano silenziose a velocità spaventosa,  travolgendo il mio pianeta, le vostre auto,i treni ,gli aerei,le vostre piccole meschinità e il brusio di voci fastidiose .
Silenzio vi prego solo cinque minuti. Solo cinque minuti, per i miei morti, per queste mie due città stanche. 
Solitudini queste che rimarranno fino all’oblio.




Miksocrate.

mf

Top Ten

I silenzi che mettono a disagio

Asmara blues

Ti rivedrò lassù

Incontinenza Psichica

Mick, stai allegro

La gentilezza è rivoluzionaria

My little Asmara

IL GRANDE CACCIATORE

Camminare in città a piedi nudi

L’incubo del babbuino