Solitudine globale



2012-10-28_085352


Non siamo un Popolo integrato. Non siamo un Popolo.
  Siamo un mucchio di zombi che sgomitano schiacciati
nella pestilenza città. Siamo tutti poveri. Povera gente.
Rinchiusi nelle nostre casse di cemento guardiamo
la televisione mentre il mondo crolla in pezzi.
Questo è quello che noi chiamiamo famiglia? Ho sempre
pensato che Freud non fece nessuna scoperta sulla natura
umana. Sviscerò soltanto uomini e donne malati.
Analizzò soltanto noi. La risacca di una civiltà esaurita.
Violenza familiare? Ma di quale famiglia mi parlate?
Solitudine a quattro.
Io voglio vivere in una caseggiato sconfinato nel quale
poter chiamare tutti miei fratelli. Voglio avere centinaia
di nonne. Voglio poter dormire nel primo letto in cui
rinvengo il sonno e mangiare alla tavola di qualsiasi essere umano.
Piangono sconsolati i figli dei potenti nel loro lungo albeggiare
tra lenzuola di seta.
Non posseggono nulla che io possa invidiare.
Cosa siamo venuti a fare, qui? Cosa ci ha portato tra questi mostri di cemento armato?
Perché ci stiamo calpestando gli uni agli altri? Io non desidero nulla. Un piatto caldo e
qualche straccio con cui ammazzare il freddo. E sono stufo.
A questo mondo io spengo la luce. Io voglio soltanto amore.
Anche se è materia fuori moda. Io voglio soltanto l’amore di tutti.
E’ questa l’unica cosa che ho da spartire, l’amore e le mie mani.
Quelle delle carezze, quelle delle piaghe. Abbiamo tutto in questa terra,
Amici. Tutto quello che veramente importa.
Che si portino via le loro macchine assassine, i loro schermi piatti e tutti
i loro giochetti ridicoli. Non voglio altro orologio che il sole, né altro
profumo che quello dei gelsomini a dicembre. Davvero credete che
crescendo quanto loro e risalendo al loro livello saremmo
finalmente felici? No. Loro non sono felici.
Sono soltanto ricchi. Abbiamo già innalzato troppo la soglia delle nostre vite.
E’ tutto troppo violento. Nelle famiglie, sulla strada.
donne maltrattate, cercando di immaginare i loro tormenti.
Non riuscii a evitare di pensare che tutto quanto nasce da questo.
Dal nostro tremendo sistema di vita.
Se fossimo un Popolo integrato nessuno ti colpirebbe.
Perché non gli nascerebbe da dentro.
E se lo facesse saremmo tutti lì. Accanto a te.
Ti immagino da sola. Molto sola. Verranno dei giorni in cui tutto questo non accadrà più.
E in quei giorni, mia compagna, indossa un’anima nuova per il più bello dei fiori, che porterò per te.
lettere uruguagia trovata nel web.


Miksocrate




mf