«Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità. Sull’universo non sono sicuro».                              Albert Einstein

LE TRE LEGGI                                                                                                                  


La Prima Legge Fondamentale
Sempre ed inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.


La Seconda Legge Fondamentale
La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente a qualsiasi altra caratteristica della stessa
persona

La terza Legge Fondamentale
Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’atra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé od addirittura subendo una perdita


A Spiegare la stupidità ha pensato un ironico storico italiano, Carlo Cipolla in un libello allegro ma non troppo – da leggere assolutamente. Il professore dice che gli evidenti e numerosi mali che ci affliggono sono causati dall’incessante attività del clan composto di chi spontaneamente cospira più di ogni altro ai danni della felicità umana: cioè agli stupidi. 

Non bisogna confondere gli stupidi con gli scemi o con le persone con scarsa luce intellettuale perché anche un premio nobel può essere stupido fino al midollo, a prescindere dalla sua competenza professionale.

 La stupidità è una categoria morale, non una qualifica intellettuale e si riferisce dunque alle condizioni della natura umana.

Partiamo dal presupposto che ogni azione umana abbia lo scopo di ottenere qualche cosa di vantaggioso per chi la compie.
 Secondo Cipolla, si possono stabilire quattro categorie morali: prima ci sono i buoni (o se si preferisca i normali) le cui azioni procurano vantaggi a loro stessi e anche agli altri; poi vengono gli ingenui o incauti, che pretendono di ottenere vantaggi per sé ma in realtà non fanno altro, che procurarne agli altri, più giù ci sono i banditi, che ottengono benefici solo per sé ai danni degli altri; e infine gli stupidi che, a prescindere dal fatto di voler essere buoni o cattivi, ottengono solo di far del male a se stessi e a gli altri.

L’opinione di Cipolla è che siano molti più gli stupidi che buoni, incauti e banditi. E che oltre a tutto siano più pericolosi: primo, perché non riescono a ottenere niente di buono nemmeno per se stessi, e poi perché non si riposano mai. 

Peggio ancora perché la loro passione è di intervenire, di riparare, di correggere, di aiutare chi non chiede aiuto. Di curare chi ha qualche cosa che lo stupido considera una<< malattia>> e via dicendo; In effetti, guardandosi attorno, ci si potrebbero convincere che l’abbondanza di stupidi sia sufficiente a spiegare la portata dei guai in cui ci troviamo. 

Siamo sei miliardi di essere umani sul pianeta, e crediamo di poter vivere con gli stessi modelli che furono sufficienti per un quarto della popolazione attuale. Centinaia di milioni di esseri muoiono di fame, le risorse sono sperperate negli armamenti e nei marmi dei ministeri.

 Le religioni raccomandano di avere tutti i figli che è possibile avere. Ozono, acqua e foreste della terra sono sacrificate come se si conoscesse la maniera per ripristinarle.In Europa non si sa cosa sia peggio: se i libici che si ammazzano fra di loro o chi aspira alla pace universale senza per questo smettere di vendere armi ai contendenti o i pacifisti, che pretendono contemporaneamente la difesa dei più deboli e la rinuncia a qualsiasi violenza di tipo istituzionale ecc ecc.

Bisogna riconoscere e dare alla stupidità tutta la sua enorme importanza: perché senza la sua entusiastica collaborazione, la vita umana sarebbe un’avventura più o meno intensa, ma senz’ altro mancherebbe dei suoi soprassalti collettivi. 

Un buon test per verificare la nostra stupidità è chiederci sinceramente se possiamo rispondere a chi ci interroghi su che cosa abbiamo fatto NOI rispetto ai terribili mali del mondo? 
Con la saggia modestia di Albert Camus rispondo ::<<Tanto per cominciare,non li ho  aggravati>>                                                                                      

                                                                                                                    miksocrate







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Questo blog non ha scopo di lucro,nato il 25/agosto/2011 in un punto,uno spazio ed un tempo della mia vita non prevista.

Dedicato alla memoria di mio fratello Riccardo Carbognin umile artista che ha curato la grafica ispirato la maggior parte dei racconti.

L'autore è un "filosofo" dei poveri,musicista degli umili,ex fotografo,tanti mestieri,uno dei tanti,operaio di sogni.Kigheghe è un locale immaginario alla fine del mondo frequentato da poeti,musicisti.umili eroi e sognatori folli.

Kigheghe a Parma significa "chi c'è...c'è".

Il blog vanta la collaborazione di amici e artisti solitamente "fuori catalogo"un intero mondo che si rivolge a tutte le schegge africane e non sparse nel pianeta terra come una collana di perle spezzata.

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