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Foto di Eric Lattourgue


Va Piano Mick.
Hai studiato ottimismo per trentatré anni.
Niente da fare.
Dimentica l'egoismo adolescente,basta con quell'orgoglio.
Hai Fatto qualsiasi lavoro, tutti i Movimenti di Uomini Perfetti,
le armoniche Impossibili.

Hai licenziato la notte invernale tanto tempo fa.
I centesimi di rame in fondo al cassetto.
 L'acciaio freddo della produzione Umana, la Foresta di tubi inox affogati Nel mercurio.
Le albe grigie, i raggi di luce.

Le donne curiose delle antiche follie, i sensi invecchiati.
Stand-by universo,
prima che il puro rumore dei rapper mi tolga la memoria.


Oh nera madre diamante d'amore!
Chiedo Perdono ai di miei sogni calpestati.
Oh mia madre donna degli Altipiani!


Un esilio di assurda magia, il Movimento di femmine stanche  precipita dentro il vapore industriale, immaginando il silenzio. Oceano indifferente, tempestoso e atrocemente liquido.

Per Angelina stella del mattino.
Una nota di musica che mette da parte le equazioni, unico i…

La cosa è molto più seria di quanto appare.





orchidea photo by Riccardo Carbognin



I miei amici poeti

Mario Benedetti



tutte le istanze della mia vita hanno qualcosa di tuo
e questo in verità non ha niente di straordinario
obbiettivamente lo sappiamo da sempre tutti e due.
tuttavia c’è qualcosa che vorrei chiarirti,
quando dico tutte le istanze,
non mi riferisco a quanto accade ora,
questo fatto di aspettarti e alleluia trovarti,
e poi mannaggia perderti,
per ritrovarti ancora,
e speriamo mai più.non mi riferisco al fatto che all’improvviso dici,
mi viene da piangere
ed io con un discreto nodo nella gola, piangi pure.
e che un bello scroscione invisibile ci ripari
ed è forse per quello che appare presto il sole.
non parlo soltanto del fatto che un giorno dopo l’altro,
si accresce la riserva delle nostre piccole e decisive complicità,
o il fatto che io possa illudermi di riconvertire le mie sconfitte in vittorie,
e che tu mi faccia il tenero dono della tua più recente disperazione.

no.
la cosa è molto più seria di quanto appare.
quando dico tutte le istanze
voglio dire che oltre quel dolce cataclisma,
stai anche riscrivendo la mia infanzia,
quell’età in cui si dicono cose adulte e solenni
e, solenni, gli adulti le festeggiano,
mentre tu sai invece che tutto ciò non serve.
voglio dire che stai rimontando la mia adolescenza,
quel tempo in cui ero un vecchio carico di astio,
e tu sai quanto mi costa estrarre da quel guazzo,
il mio germe di gioia e annaffiarlo guardandolo.

voglio dire che stai scuotendo la mia giovinezza,
quella giara che nessuno prese mai nelle sue mani,
quell’ombra che nessuno accostò mai alla sua ombra,
e che tu invece sai come agitare
fino a farle cascare tutte le foglie secche,
e scoprire il telaio della mia verità senza prodezze.
voglio dire che stai abbracciando questa mia età matura,
questo miscuglio di stupore e di esperienza,
questo strano confine di angoscia e di nevischio,
questa candela che illumina la fine,
questo dirupo della povera vita.
come vedi, il problema è più serio.
ma serio per davvero.
perché con queste o con altre parole,
voglio dire che non sei soltanto,
quella ragazza così cara a i miei affetti,
ma tutte quelle donne splendide e accorte
che ho amato e amo ancora.

perché grazie a te ho scoperto,
(dirai, e con ragione, era già ora),
che l’amore è una baia bella e generosa,
che splende e si rabbuia
al passo della vita,
una baia nella quale le navi approdano e ripartono,
arrivano piene di uccelli e di auguri,
partono tra sirene e nuvoloni.
una baia bella e generosa,
dove le navi arrivano e se ne vanno.
ma tu,
per favore,
non te ne andare.

Mario Benedetti, traduzione Milton Fernàndez







Francesca-Woodman
photo by Francesca woodman





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mf

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